Siamo chiamati ad essere scrittori viventi del Vangelo

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GIUBILEO STRAORDINARIO DELLA MISERICORDIA

GIUBILEO DELLA DIVINA MISERICORDIA

OMELIA DEL SANTO PADRE FRANCESCO

Piazza San Pietro
Domenica, 3 aprile 2016

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«Gesù, in presenza dei suoi discepoli, fece molti altri segni che non sono stati scritti in questo libro» (Gv 20,30). Il Vangelo è il libro della misericordia di Dio, da leggere e rileggere, perché quanto Gesù ha detto e compiuto è espressione della misericordia del Padre. Non tutto, però, è stato scritto; il Vangelo della misericordia rimane un libro aperto, dove continuare a scrivere i segni dei discepoli di Cristo, gesti concreti di amore, che sono la testimonianza migliore della misericordia. Siamo tutti chiamati a diventare scrittori viventi del Vangelo, portatori della Buona Notizia a ogni uomo e donna di oggi. Lo possiamo fare mettendo in pratica le opere di misericordia corporale e spirituale, che sono lo stile di vita del cristiano. Mediante questi gesti semplici e forti, a volte perfino invisibili, possiamo visitare quanti sono nel bisogno, portando la tenerezza e la consolazione di Dio. Si prosegue così quello che ha compiuto Gesù nel giorno di Pasqua, quando ha riversato nei cuori dei discepoli impauriti la misericordia del Padre, effondendo su di loro lo Spirito Santo che perdona i peccati e dona la gioia.

Tuttavia, nel racconto che abbiamo ascoltato emerge un contrasto evidente: da una parte, c’è il timore dei discepoli, che chiudono le porte di casa; dall’altra, c’è la missione da parte di Gesù, che li invia nel mondo a portare l’annuncio del perdono. Può esserci anche in noi questo contrasto, una lotta interiore tra la chiusura del cuore e la chiamata dell’amore ad aprire le porte chiuse e uscire da noi stessi. Cristo, che per amore è entrato attraverso le porte chiuse del peccato, della morte e degli inferi, desidera entrare anche da ciascuno per spalancare le porte chiuse del cuore. Egli, che con la risurrezione ha vinto la paura e il timore che ci imprigionano, vuole spalancare le nostre porte chiuse e inviarci. La strada che il Maestro risorto ci indica è a senso unico, procede in una sola direzione: uscire da noi stessi, uscire per testimoniare la forza risanatrice dell’amore che ci ha conquistati. Vediamo davanti a noi un’umanità spesso ferita e timorosa, che porta le cicatrici del dolore e dell’incertezza. Di fronte al grido sofferto di misericordia e di pace, sentiamo oggi rivolto a ciascuno di noi l’invito fiducioso di Gesù: «Come il Padre ha mandato me, anche io mando voi» (v. 21).

Ogni infermità può trovare nella misericordia di Dio un soccorso efficace. La sua misericordia, infatti, non si ferma a distanza: desidera venire incontro a tutte le povertà e liberare dalle tante forme di schiavitù che affliggono il nostro mondo. Vuole raggiungere le ferite di ciascuno, per medicarle. Essere apostoli di misericordia significa toccare e accarezzare le sue piaghe, presenti anche oggi nel corpo e nell’anima di tanti suoi fratelli e sorelle. Curando queste piaghe professiamo Gesù, lo rendiamo presente e vivo; permettiamo ad altri, che toccano con mano la sua misericordia, di riconoscerlo «Signore e Dio» (cfr v. 28), come fece l’apostolo Tommaso. È questa la missione che ci viene affidata. Tante persone chiedono di essere ascoltate e comprese. Il Vangelo della misericordia, da annunciare e scrivere nella vita, cerca persone con il cuore paziente e aperto, “buoni samaritani” che conoscono la compassione e il silenzio dinanzi al mistero del fratello e della sorella; domanda servi generosi e gioiosi, che amano gratuitamente senza pretendere nulla in cambio.

«Pace a voi!» (v. 21): è il saluto che Cristo porta ai suoi discepoli; è la stessa pace, che attendono gli uomini del nostro tempo. Non è una pace negoziata, non è la sospensione di qualcosa che non va: è la sua pace, la pace che proviene dal cuore del Risorto, la pace che ha vinto il peccato, la morte e la paura. È la pace che non divide, ma unisce; è la pace che non lascia soli, ma ci fa sentire accolti e amati; è la pace che permane nel dolore e fa fiorire la speranza. Questa pace, come nel giorno di Pasqua, nasce e rinasce sempre dal perdono di Dio, che toglie l’inquietudine dal cuore. Essere portatrice della sua pace: questa è la missione affidata alla Chiesa il giorno di Pasqua. Siamo nati in Cristo come strumenti di riconciliazione, per portare a tutti il perdono del Padre, per rivelare il suo volto di solo amore nei segni della misericordia.

Nel Salmo responsoriale è stato proclamato: «Il suo amore è per sempre» (117/118,2). È vero, la misericordia di Dio è eterna; non finisce, non si esaurisce, non si arrende di fronte alle chiusure, e non si stanca mai. In questo “per sempre” troviamo sostegno nei momenti di prova e di debolezza, perché siamo certi che Dio non ci abbandona: Egli rimane con noi per sempre. Ringraziamo per questo suo amore così grande, che ci è impossibile comprendere: è tanto grande! Chiediamo la grazia di non stancarci mai di attingere la misericordia del Padre e di portarla nel mondo: chiediamo di essere noi stessi misericordiosi, per diffondere ovunque la forza del Vangelo, per scrivere quelle pagine del Vangelo che l’apostolo Giovanni non ha scritto.

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Messaggio di Papa Francesco per la celebrazione della 49ma Giornata Mondiale della Pace

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MESSAGGIO DEL SANTO PADRE
FRANCESCO
PER LA CELEBRAZIONE DELLA
XLIX GIORNATA MONDIALE DELLA PACE 

1° GENNAIO 2016

[ Arabo  – Francese  – Inglese  – Italiano  – Polacco  – Portoghese  – Russo  – Spagnolo  – Tedesco ]

Vinci l’indifferenza e conquista la pace

1. Dio non è indifferente! A Dio importa dell’umanità, Dio non l’abbandona! All’inizio del nuovo anno, vorrei accompagnare con questo mio profondo convincimento gli auguri di abbondanti benedizioni e di pace, nel segno della speranza, per il futuro di ogni uomo e ogni donna, di ogni famiglia, popolo e nazione del mondo, come pure dei Capi di Stato e di Governo e dei Responsabili delle religioni. Non perdiamo, infatti, la speranza che il 2016 ci veda tutti fermamente e fiduciosamente impegnati, a diversi livelli, a realizzare la giustizia e operare per la pace. Sì, quest’ultima è dono di Dio e opera degli uomini. La pace è dono di Dio, ma affidato a tutti gli uomini e a tutte le donne, che sono chiamati a realizzarlo.

Custodire le ragioni della speranza

2. Le guerre e le azioni terroristiche, con le loro tragiche conseguenze, i sequestri di persona, le persecuzioni per motivi etnici o religiosi, le prevaricazioni, hanno segnato dall’inizio alla fine lo scorso anno moltiplicandosi dolorosamente in molte regioni del mondo, tanto da assumere le fattezze di quella che si potrebbe chiamare una “terza guerra mondiale a pezzi”. Ma alcuni avvenimenti degli anni passati e dell’anno appena trascorso mi invitano, nella prospettiva del nuovo anno, a rinnovare l’esortazione a non perdere la speranza nella capacità dell’uomo, con la grazia di Dio, di superare il male e a non abbandonarsi alla rassegnazione e all’indifferenza. Gli avvenimenti a cui mi riferisco rappresentano la capacità dell’umanità di operare nella solidarietà, al di là degli interessi individualistici, dell’apatia e dell’indifferenza rispetto alle situazioni critiche.

Tra questi vorrei ricordare lo sforzo fatto per favorire l’incontro dei leader mondiali, nell’ambito della COP 21, al fine di cercare nuove vie per affrontare i cambiamenti climatici e salvaguardare il benessere della Terra, la nostra casa comune. E questo rinvia a due precedenti eventi di livello globale: il Summit di Addis Abeba per raccogliere fondi per lo sviluppo sostenibile del mondo; e l’adozione, da parte delle Nazioni Unite,dell’Agenda 2030 per lo Sviluppo Sostenibile, finalizzata ad assicurare un’esistenza più dignitosa a tutti, soprattutto alle popolazioni povere del pianeta, entro quell’anno.

Il 2015 è stato un anno speciale per la Chiesa, anche perché ha segnato il 50° anniversario della pubblicazione di due documenti del Concilio Vaticano II che esprimono in maniera molto eloquente il senso di solidarietà della Chiesa con il mondo. Papa Giovanni XXIII, all’inizio del Concilio, volle spalancare le finestre della Chiesa affinché tra essa e il mondo fosse più aperta la comunicazione. I due documenti, Nostra aetate e Gaudium et spes, sono espressioni emblematiche della nuova relazione di dialogo, solidarietà e accompagnamento che la Chiesa intendeva introdurre all’interno dell’umanità. Nella Dichiarazione Nostra aetate la Chiesa è stata chiamata ad aprirsi al dialogo con le espressioni religiose non cristiane. Nella Costituzione pastorale Gaudium et spes, dal momento che «le gioie e le speranze, le tristezze e le angosce degli uomini d’oggi, dei poveri soprattutto e di tutti coloro che soffrono, sono pure le gioie e le speranze, le tristezze e le angosce dei discepoli di Cristo» [1], la Chiesa desiderava instaurare un dialogo con la famiglia umana circa i problemi del mondo, come segno di solidarietà e di rispettoso affetto [2].

In questa medesima prospettiva, con il Giubileo della Misericordia voglio invitare la Chiesa a pregare e lavorare perché ogni cristiano possa maturare un cuore umile e compassionevole, capace di annunciare e testimoniare la misericordia, di «perdonare e di donare», di aprirsi «a quanti vivono nelle più disparate periferie esistenziali, che spesso il mondo moderno crea in maniera drammatica», senza cadere «nell’indifferenza che umilia, nell’abitudinarietà che anestetizza l’animo e impedisce di scoprire la novità, nel cinismo che distrugge» [3].

Ci sono molteplici ragioni per credere nella capacità dell’umanità di agire insieme in solidarietà, nel riconoscimento della propria interconnessione e interdipendenza, avendo a cuore i membri più fragili e la salvaguardia del bene comune. Questo atteggiamento di corresponsabilità solidale è alla radice della vocazione fondamentale alla fratellanza e alla vita comune. La dignità e le relazioni interpersonali ci costituiscono in quanto esseri umani, voluti da Dio a sua immagine e somiglianza. Come creature dotate di inalienabile dignità noi esistiamo in relazione con i nostri fratelli e sorelle, nei confronti dei quali abbiamo una responsabilità e con i quali agiamo in solidarietà. Al di fuori di questa relazione, ci si troverebbe ad essere meno umani. E’ proprio per questo che l’indifferenza costituisce una minaccia per la famiglia umana. Mentre ci incamminiamo verso un nuovo anno, vorrei invitare tutti a riconoscere questo fatto, per vincere l’indifferenza e conquistare la pace.

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Triduo al Cuore Immacolato di Maria

Inizia 3 giorni prima della memoria del Cuore Immacolato di Maria (13 giugno 2015)

Nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo. Amen.

1° Giorno

Cuore Immacolato di Maria, pieno di grazia, tabernacolo dell’Altissimo, fa che anch’io viva la vita della grazia, mi consideri quale tempio vivo dello Spirito Santo, fugga ad ogni costo il peccato e ripari le colpe passate con la contrizione e la penitenza.

– Ave Maria…
– Dolce Cuore di Maria, sii la salvezza dell’anima mia.

2° Giorno
Cuore Immacolato di Maria, profondamente umile nonostante l’altissima dignità di Madre di Dio, ottienimi la grazia di riconoscere il mio nulla, di accettare le inevitabili umiliazioni della vita e di non cercare mai la lode umana.

– Ave Maria…
– Dolce Cuore di Maria, sii la salvezza dell’anima mia.

3° Giorno
Cuore Immacolato di Maria, tutto ardente per la salvezza delle anime, fa che anche io senta lo spirito di apostolato per salvare i peccatori e gli infedeli, di compassione per le anime del Purgatorio e lavori con tutte le mie forze a diffondere nel mondo il Regno di Gesù Cristo e ad accrescere nel Cielo il numero dei Santi.

– Ave Maria…
– Dolce Cuore di Maria, sii la salvezza dell’anima mia.

La consacrazione al Cuore Immacolato di Maria secondo San Luigi Grignon de Monfort

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Coroncina – Novena alla Madonna del Rosario di Fatima

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In attesa della supplica 2015 del Santo Padre Francesco, recitiamo insieme la coroncina – novena alla Madonna di Fatima insieme al nostro Rosario quotidiano. L.M.

PRIMO GIORNO

Preghiera

O Vergine Madre, che Ti degnasti di apparire sulle solitarie montagne di Fatima a tre pastorelli, insegnandoci che nel ritiro dobbiamo intrattenerci con Dio nella preghiera per il bene delle anime nostre; ottienici l’amore alla preghiera e al raccoglimento, affinché possiamo ascoltare la voce del Signore e adempiere fedelmente alla sua santissima Volontà.

– Ave Maria…

– Madonna del Rosario di Fatima, prega per noi

SECONDO GIORNO

Preghiera

O Vergine Madre purissima che ammantata di niveo candore apparisti a semplici e innocenti pastorelli insegnandoci quanto dobbiamo amare l’innocenza del corpo e dell’anima, aiutaci ad apprezzare questo dono soprannaturale, oggi tanto trascurato e non permettere che scandalizziamo il nostro prossimo con parole o azioni, anzi aiutiamo le anime innocenti a conservare questo tesoro divino.

– Ave Maria…

– Madonna del Rosario di Fatima, prega per noi

TERZO GIORNO

Preghiera 

O Maria, Madre dei peccatori, che apparendo a Fatima lasciasti scorgere una leggera ombra di tristezza sul tuo volto celestiale, indizio del dolore che Ti procurano le offese che noi facciamo continuamente al tuo Figlio divino, ottienici la grazia di una perfetta contrizione affinché confessiamo con tutta sincerità i nostri peccati nel santo tribunale della penitenza.

Ave Maria…

– Madonna del Rosario di Fatima, prega per noi

QUARTO GIORNO

Preghiera 

O Regina del santo Rosario che portasti tra le mani una corona di candidi grani e tanto insistesti che recitassimo il santo Rosario per ottenere le grazie di cui abbiamo bisogno, infondici un grande amore alla preghiera, specie al tuo Rosario, modello di orazione vocale e mentale, da non lasciar passare il giorno senza recitarlo con la debita attenzione e devozione.

– Ave Maria…

– Madonna del Rosario di Fatima, prega per noi

QUINTO GIORNO

Preghiera

O Regina della Pace e Madre nostra pietosa, mentre sull’Europa incombeva l’immane sciagura della guerra mondiale, indicasti ai pastorelli di Fatima il modo di liberarci da tante calamità con la recita del Rosario e la pratica della penitenza, ottienici da Dio che fioriscano tra noi con la fede e con le virtù cristiane la pace e la prosperità pubblica, per l’onore tuo e del tuo Figlio divino.

– Ave Maria…

– Madonna del Rosario di Fatima, prega per noi

SESTO GIORNO

Preghiera

O Rifugio dei peccatori che esortasti i pastorelli di Fatima a pregare Dio per quei poveri infelici che rifiutano la legge di Dio non cadano nell’inferno e dicesti a uno di essi che il vizio della carne precipita il più gran numero di anime nelle fiamme infernali, donaci, insieme a un grande orrore per il peccato, specie per quello dell’impurità, compassione e zelo per la salvezza delle anime che vivono in grande pericolo di dannarsi eternamente.

– Ave Maria…

– Madonna del Rosario di Fatima, prega per noi

SETTIMO GIORNO

Preghiera

O Salute degli infermi, quando i pastorelli Ti chiesero di guarire alcuni ammalati rispondesti che avresti resa la salute ad alcuni e non ad altri, ci insegnasti che la malattia è un dono prezioso di Dio e un mezzo di salvezza. Donaci una conformità alla volontà di Dio nelle contrarietà della vita tale che non solamente non ci lamentiamo, ma benediciamo il Signore che ci offre un mezzo per soddisfare in questo modo le pene temporali meritate per i nostri peccati.

– Ave Maria…

– Madonna del Rosario di Fatima, prega per noi

OTTAVO GIORNO

Preghiera

O Vergine Santissima che manifestasti ai pastorelli il desiderio che fosse innalzato a Fatima un Santuario in onore del tuo Santissimo Rosario, concedici un profondo amore per i misteri della nostra Redenzione che si commemorano nella recita del Rosario, per vivere in modo da godere dei suoi preziosi frutti, i più eccelsi che la Santissima Trinità abbia concesso alla famiglia umana.

– Ave Maria…

– Madonna del Rosario di Fatima, prega per noi

NONO GIORNO

Preghiera

O Vergine Addolorata che manifestasti a Fatima il tuo Cuore circondato di spine chiedendo consolazione e premettendo in compenso la grazia di una buona morte, la conversione della Russia ed il finale trionfo del tuo Cuore Immacolato, fa’ che seguendo il desiderio del Cuore di Gesù siamo fedeli nell’offrirti il tributo di riparazione e d’amore da Te chiesto nei primi Sabati del mese, onde essere partecipi delle grazie promesse.

– Ave Maria…

– Madonna del Rosario di Fatima, prega per noi

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Un cuore di fanciullo – preghiera di p. Louis De Grandmaison

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O Maria, Madre di Dio,
conservami un cuore di fanciullo,
puro e limpido come acqua di sorgente.
Ottienimi un cuore semplice,
che non assapori la tristezza;
un cuore grande nel donarsi
e tenero nella compassione;
un cuore fedele e generoso
che non dimentichi nessun beneficio
e non serbi rancore per il male.
Forma in me un cuore dolce e umile,
un cuore grande ed indomabile
che nessuna ingratitudine possa chiudere
e nessuna indifferenza possa stancare;
un cuore tormentato dalla gloria di Gesù Cristo,
ferito dal Suo amore con una piaga
che non rimargini se non in Cielo.
Amen.

(Louis De Grandmaison)

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Novena alla Madonna di Pompei

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Si recita dal 29 aprile al 7 maggio, in preparazione della ricorrenza dell’ 8 maggio.

Prima di iniziare la Novena, preghiamo Santa Caterina da Siena affinché si degni di recitarla insieme con noi.

O Santa Caterina da Siena, mia Protettrice e Maestra, tu che assisti dal cielo i tuoi devoti allorché recitano il Rosario di Maria, assistimi in questo momento e degnati di recitare insieme con me la Novena alla Regina del Rosario che ha posto il trono delle sue grazie nella Valle di Pompei, affinché per tua intercessione io ottenga la desiderata grazia. Amen.

O Dio, vieni a salvarmi. Signore, vieni presto in mio aiuto.

Gloria al Padre al Figlio e allo Spirito Santo come era in principio ora e sempre nei secoli dei secoli.

I.

O Vergine Immacolata e Regina del Santo Rosario, Tu, in questi tempi di morta fede e di empietà trionfante hai voluto piantare il tuo seggio di Regina e di Madre sull’antica terra di Pompei soggiorno di morti pagani. Da quel luogo dove erano adorati gli idoli e i demoni, Tu oggi, come Madre della divina grazia, spargi dappertutto i tesori delle celesti misericordie. Deh! Da quel trono ove regni pietosa, rivolgi, o Maria, anche sopra di me gli occhi tuoi benigni, ed abbi pietà di me che ho tanto bisogno del tuo soccorso. Mostrati anche a me, come a tanti altri ti sei dimostrata, vera Madre di misericordia : mentre io con tutto il cuore Ti saluto e Ti invoco mia Regina del Santo Rosario.

Salve Regina

II.

Prostrata ai piedi del tuo trono, o grande e gloriosa Signora, l’anima mia Ti venera tra gemiti ed affanni ond’è oppressa oltre misura. In queste angustie ed agitazioni in cui mi trovo, io alzo confidente gli occhi a Te, che Ti sei degnata di eleggere per tua dimora le campagne di poveri e abbandonati contadini. E là, di fronte alla città ed all’anfiteatro ove regna silenzio e rovina, Tu come Regina delle Vittorie, levasti la tua voce potente per chiamare d’ogni parte d’Italia e del mondo cattolico i devoti tuoi figli ad erigerti un Tempio. Deh! Ti muovi alfine a pietà di quest’anima mia che giace avvilita nel fango. Pietà di me, o Signora, pietà di me che sono oltremodo ripieno di miseria e di umiliazioni. Tu che sei lo sterminio dei demoni difendimi da questi nemici che mi assediano. Tu che sei l’Aiuto dei cristiani , traimi da queste tribolazioni in cui verso miserevolmente.Tu che sei la Vita nostra, trionfa della morte che minaccia l’anima mia in questi pericoli in cui trovasi esposta; ridonami la pace, la tranquillità, l’amore, la salute. Amen.

Salve Regina

III.

Ah! Il sentire che tanti sono stati da Te beneficati solo perché ricorsi a Te con fede, m’infonde novella lena e coraggio d’invocarti in mio soccorso. Tu già promettesti a S. Domenico che chi vuole le grazie con il tuo Rosario le ottiene; ed io col tuo Rosario in mano oso ricordarti , o Madre, le tue sante promesse. Anzi Tu stessa ai dì nostri operi continui prodigi per chiamare i tuoi figli a onorarti nel Tempio di Pompei. Tu dunque vuoi tergere le nostre lacrime, vuoi lenire i nostri affanni! Ed io col cuore sulle labbra, con viva fede Ti chiamo e T’invoco: Madre mia!…Madre cara!…Madre bella!…Madre dolcissima, aiutami! Madre e Regina del Santo Rosario di Pompei, non più tardare a stendermi la mano tua potente per salvarmi: ché il ritardo, come vedi, mi porterebbe alla rovina.

Salve Regina

IV.

E a chi altri mai ho io dovrò ricorrere, se non a Te che sei il Sollievo dei miserabili, Conforto degli abbandonati, la Consolazione degli afflitti ? Oh, io te lo confesso, l’anima mia è miserabile, gravata da enormi colpe, meritevole di ardere nell’inferno, indegna di ricevere grazie! Ma non sei Tu la Speranza di chi dispera, la Madre di Gesù, unico mediatore tra l’uomo e Dio, la potente nostra Avvocata presso il trono dell’Altissimo, il Rifugio dei peccatori ? Deh! Solo che tu dì una parola in mio favore al tuo Figlio, ed Egli mi esaudirà. Chiedigli, dunque, o Madre, questa grazia di cui tanto io ho bisogno. (Si domandi la grazia che si vuole). Tu sola puoi ottenermela: Tu che sei l’unica speranza mia, la mia consolazione, la mia dolcezza, la vita mia. Così spero. Amen.

Salve Regina

V.

O Vergine e Regina del santo Rosario, Tu che sei la Figlia del Padre Celeste, la Madre dei Figliuol divino, la Sposa dello Spirito Santo; Tu che tutto puoi presso la Santissima Trinità, devi impetrarmi questa grazia tanto a me necessaria, purché non sia di ostacolo alla mia salvezza eterna. (Si ripeta la grazia che si desidera). Te la domando per la tua Immacolata Concezione, per la tua divina Maternità, per i tuoi gaudi, per i tuoi dolori, per i tuoi trionfi. Te la domando per il Cuore del tuo amoroso Gesù, per quei nove mesi che lo portasti nel seno, per gli stenti della sua vita, per l’acerba sua Passione, per la sua morte in Croce, per il Nome suo santissimo, per il suo Preziosissimo Sangue. Te la domando per il Cuore tuo dolcissimo, nel Nome tuo glorioso, o Maria, che sei Stella del mare, Signora potente, Madre di dolore, Porta del Paradiso e Madre di ogni grazia. In Te confido, da Te tutto spero. Tu mi hai da salvare. Amen.

Salve Regina

Regina del Santo Rosario, prega per noi. Affinché siamo resi degni delle promesse di Cristo

PREGHIAMO O Dio, il tuo unico Figlio ci ha acquistato con la sua vita, morte e risurrezione i beni della salvezza eterna: concedi anche a noi che, venerando questi misteri del Santo Rosario della Vergine Maria, imitiamo ciò che contengono e otteniamo ciò che promettono. Per Cristo Nostro Signore. Amen.

ORAZIONE a S. Domenico e a S. Caterina da Siena per ottenere le grazie dalla S. Vergine di Pompei

O Santo sacerdote di Dio e glorioso Patriarca San Domenico, che fosti l’amico, il figliuolo prediletto e il confidente della celeste Regina, e tanti prodigi operasti per virtù del S. Rosario; e tu, Santa Caterina da Siena, figliuola primaria di quest’ordine del Rosario e potente mediatrice presso il trono di Maria e presso il Cuore di Gesù, da cui avesti cambiato il cuore: voi, Santi miei cari, guardate le mie necessità e abbiate pietà dello stato in cui mi trovo. Voi aveste in terra il cuore aperto ad ogni altrui miseria e la mano potente a sovvenirla, ora in Cielo non è venuta meno né la vostra carità, né la vostra potenza. Pregate per me la madre del Rosario ed il Figliuolo Divino, giacché ho gran fiducia che per mezzo vostro ho da conseguire la grazia che tanto desidero. Amen.

Si recitano 3 Gloria, 1 Salve Regina e ancora 1 Gloria

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Supplica alla Regina del SS. Rosario di Pompei

Nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo. Amen.

O Augusta Regina delle Vittorie, o Sovrana del Cielo e della Terra, al cui nome si rallegrano i cieli e tremano gli abissi, o Regina gloriosa del Rosario, noi devoti figli tuoi, raccolti nel tuo Tempio di Pompei, in questo giorno solenne, effondiamo gli affetti del nostro cuore e con confidenza di figli ti esprimiamo le nostre miserie.
Dal Trono di clemenza, dove siedi Regina, volgi, o Maria, il tuo sguardo pietoso su di noi, sulle nostre famiglie, sull’Italia, sull’Europa, sul mondo. Ti prenda compassione degli affanni e dei travagli che amareggiano la nostra vita. Vedi, o Madre, quanti pericoli nell’anima e nel corpo, quante calamità ed afflizioni ci costringono.
O Madre, implora per noi misericordia dal Tuo Figlio divino e vinci con la clemenza il cuore dei peccatori. Sono nostri fratelli e figli tuoi che costano sangue al dolce Gesù e contristano il tuo sensibilissimo Cuore. Mostrati a tutti quale sei, Regina di pace e di perdono.

Ave Maria

È vero che noi, per primi, benché tuoi figli, con i peccati torniamo a crocifiggere in cuor nostro Gesù e trafiggiamo nuovamente il tuo cuore.
Lo confessiamo: siamo meritevoli dei più aspri castighi, ma tu ricordati che sul Golgota, raccogliesti, col Sangue divino, il testamento del Redentore moribondo, che ti dichiarava Madre nostra, Madre dei peccatori.

Tu dunque, come Madre nostra, sei la nostra Avvocata, la nostra speranza. E noi, gementi, stendiamo a te le mani supplichevoli, gridando: Misericordia!
O Madre buona, abbi pietà di noi, delle anime nostre, delle nostre famiglie, dei nostri parenti, dei nostri amici, dei nostri defunti, soprattutto dei nostri nemici e di tanti che si dicono cristiani, eppur offendono il Cuore amabile del tuo Figliolo. Pietà oggi imploriamo per le Nazioni traviate, per tutta l’Europa, per tutto il mondo, perché pentito ritorni al tuo Cuore.

Misericordia per tutti, o Madre di Misericordia! 

Ave Maria

Degnati benevolmente, o Maria, di esaudirci! Gesù ha riposto nelle tue mani tutti i tesori delle Sue grazie e delle Sue misericordie.
Tu siedi, coronata Regina, alla destra del tuo Figlio, splendente di gloria immortale su tutti i Cori degli Angeli. Tu distendi il tuo dominio per quanto sono distesi i cieli, e a te la terra e le creature tutte sono soggette. Tu sei l’onnipotente per grazia, tu dunque puoi aiutarci. Se tu non volessi aiutarci, perché figli ingrati ed immeritevoli della tua protezione, non sapremmo a chi rivolgerci. Il tuo cuore di Madre non permetterà di vedere noi, tuoi figli, perduti, Il Bambino che vediamo sulle tue ginocchia e la mistica Corona che miriamo nella tua mano, ci ispirano fiducia che saremo esauditi. E noi confidiamo pienamente in te, ci abbandoniamo come deboli figli tra le braccia della più tenera fra le madri, e, oggi stesso, da te aspettiamo le sospirate grazie.

Ave Maria

Chiediamo la benedizione a Maria

Un’ultima grazia noi ora ti chiediamo, o Regina, che non puoi negarci in questo giorno solennissimo. Concedi a tutti noi l’amore tuo costante ed in modo speciale la materna benedizione. Non ci staccheremo da te finché non ci avrai benedetti. Benedici, o Maria, in questo momento, il Sommo Pontefice. Agli antichi splendori della tua Corona, ai trionfi del tuo Rosario, onde sei chiamata Regina delle Vittorie, aggiungi ancor questo, o Madre: concedi il trionfo alla Religione e la pace alla Società umana. Benedici i nostri Vescovi, i Sacerdoti e particolarmente tutti coloro che zelano l’onore del tuo Santuario. Benedici infine tutti gli associati al tuo Tempio di Pompei e quanti coltivano e promuovono la devozione al Santo Rosario.

O Rosario benedetto di Maria, Catena dolce che ci rannodi a Dio, vincolo d’amore che ci unisci agli Angeli, torre di salvezza negli assalti dell’inferno, porto sicuro nel comune naufragio, noi non ti lasceremo mai più. Tu ci sarai conforto nell’ora di agonia, a te l’ultimo bacio della vita che si spegne.
E l’ultimo accento delle nostre labbra sarà il nome tuo soave, o Regina del Rosario di Pompei, o Madre nostra cara, o Rifugio dei peccatori, o Sovrana consolatrice dei mesti.
Sii ovunque benedetta, oggi e sempre, in terra ed in cielo. Amen.

Salve Regina

Indulgenzia

Indulgentia plenaria semel tantum, soltis conditionibus,
recitantibus supplicationem meridianam ad B. V. Mariam a S. Rosario.

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Il Giubileo della Misericordia – Allocutio Mons. Virgilio La Rosa

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Legio Mariae – Senatus di Roma, Allocutio di Mons. Virgilio La Rosa, aprile 2015

Ha sorpreso tutti i partecipanti alla liturgia penitenziale di Venerdì 13 marzo u.s., nel secondo anniversario della sua elezione, l’annuncio di Papa Francesco di indire un Giubileo straordinario, un Giubileo all’insegna della Misericordia, che è il volto stesso di Dio.

Né lassismo, né rigorismo, ma misericordia, che è sofferenza pastorale. Soffrire per e con le persone, soffrire come un padre ed una madre soffrono per i figli. E questo non è facile. Il Giubileo straordinario di Papa Francesco rivela che questo è il tempo per la misericordia di Dio, il tempo in cui il cuore della Chiesa si fa carico della miseria umana ad immagine del suo Signore, ricco di misericordia.

Fu Papa Giovanni XXIII, in occasione dell’apertura del Concilio Vaticano II, l’11 ottobre 1972, a pronunciare la prolusione “Gaudet Mater Ecclesia” (Gode la Madre Chiesa), un testo ispirato e profetico che orientò lo svolgimento del Concilio in modo differente dagli altri Concili. Consapevole che la Chiesa ha il dovere di opporsi agli errori ed anche condannarli con la massima severità, pur tuttavia Papa Giovanni condanna l’errore ma non l’errante. “La Chiesa di Cristo preferisce usare la medicina della misericordia, così si esprimeva nella sua prolusione, piuttosto che abbracciare le armi del rigore”. “La Chiesa Cattolica vuole mostrarsi madre amorevolissima di tutti, mossa da misericordia e da bontà verso i suoi figli da lei separati” (ibidem).

Con queste parole Giovanni XXIII poneva fine ad un’epoca caratterizzata da una intransigenza assunta nella dottrina, nella morale e nel confronto tra cristiani e quanti non appartengono alla Chiesa.

E’ l’apertura al dialogo che successivamente Paolo VI delineò in modo mirabile nell’Enciclica “Ecclesiam suam” e che il Concilio fece propria, abbattendo muri e gettando ponti per la riconciliazione dell’umanità. Papa Francesco pone il suo Pontificato nella linea di Giovanni XXIII e di Paolo VI.

Lo scorso anno il Vescovo di Roma, parlando al clero della sua diocesi ha fatto risuonare fortemente la parola “misericordia”: “Occorre ascoltare la voce dello Spirito che parla a tutta la Chiesa in questo tempo, che è proprio il tempo della misericordia”.

Quando Papa Francesco dice che la Chiesa oggi è come un ospedale da campo che ha bisogno di curare le tante ferite, fa risaltare l’immagine di una Chiesa che si piega sull’uomo, che non ha paura di essere contagiata, che sceglie la vicinanza dei peccatori e di tutti coloro che hanno bisogno di salvezza.

In tutti gli interventi del Papa c’è una insistenza sulla “prossimità”, sulla vicinanza a farsi prossimo (cfr Lc 10,36) alla carne dei fratelli, bisognosi che qualcuno si prenda cura di loro. E’ lo stile di Gesù nel Vangelo, del Gesù che è venuto “a portare la buona notizia ai poveri, a proclamare la liberazione ai prigionieri, ai ciechi la vista, a rimettere in libertà gli oppressi, a proclamare un anno di grazia del Signore “ (Is 61,1-2; cfr Lc 4,18-19).
Lo sguardo di Gesù vede la Chiesa, sua sposa, come una comunità di peccatori, sempre da lui perdonati, una comunità che esiste per la fede in Cristo.

Quando il Papa esclama durante le sue omelie nella Cappella di S.Marta in Vaticano: “Chi sono io per giudicare?” riflette l’atteggiamento di Gesù di fronte all’adultera. “Nessuno ti ha condannato? Neanche io ti condanno; va’ e d’ora in poi non peccare più” (Gv 8,11), e ricorda l’altro passo del Vangelo: “Non giudicate e non sarete giudicati” (Lc 6,37), da leggersi accanto all’altro passo :”Siate misericordiosi ed otterrete misericordia” (Mt 5,7). Una misericordia evangelica, capace di mostrare il volto di Dio. Per questo il Papa in un’altra omelia annota che il perdono di Gesù va oltre la legge che chiede la punizione del peccatore: questo è il mistero della misericordia.

Gesù difende chi ha sbagliato anche dalla giusta condanna. Eppure la severità emerge con forza nelle parole di Papa Francesco, non contro i peccatori, ma contro i corrotti che vivono il peccato in modo nascosto e senza pentimento, fieri di non essere scoperti.
Il tema della misericordia e della Chiesa misericordiosa è riproposto nell’Esortazione Apostolica “Evangelii Gaudium”. “Dio non si stanca mai di perdonarci, siamo noi che ci stanchiamo di chiedere la sua misericordia, …e così ci permette di alzare la testa e ricominciare con una tenerezza che non ci delude e che sempre più restituisce la gioia” (n.3).

Citando poi l’insegnamento di S. Tommaso d’Aquino, Papa Francesco conferma che “la misericordia è la più grande di tute le virtù: infatti spetta ad essa donare agli altri quello che più conta: sollevare le miserie altrui” (n.37).
“E la Chiesa deve essere il luogo della misericordia gratuita dove tutti possano sentirsi accolti, amati, perdonati ed incoraggiati a vivere secondo la vita buona del Vangelo” (n. 144).

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Ai Sacerdoti poi, il Papa ricorda che “il confessionale non deve essere una sala di tortura, bensì il luogo della misericordia del Signore che ci stimola a fare il bene possibile” (n. 44).

Papa Francesco vuole che nella Chiesa regni la misericordia. E’ l’impegno nel convocare le due Assemblee sinodali dedicate alla famiglia e alle sue fragilità, specialmente verso quei cristiani che non vivono l’amore conformemente alla volontà di Dio. Non si tratta di cambiare il Vangelo, perchè le parole di Gesù sul matrimonio fedele ed indissolubile (cfr Mc 10,1-12; Mt 19,1-9), sono volontà di Dio per sempre. Si tratta invece di conciliare come questi cristiani, in contraddizione con la volontà di Dio, possono avere il loro posto nella comunità ecclesiale, sostenuti e nutriti da Dio come i loro fratelli e sorelle che camminano verso il Regno.
L’intenzione del Papa è di evitare un intransigentismo esagerato ed affidarsi all’amore ed alla misericordia di Dio, “che tutto copre, tutto scusa e tutto sopporta” (1 Cor 13,7).

Impresa non facile ma che è supportata dall’assistenza dello Spirito Santo, che condurrà la Chiesa ad aprirsi e ad esprimersi.
Questo Pontificato si sta veramente rivelando un tempo per la misericordia di Dio, un tempo in cui il cuore della Chiesa si fa carico della miseria umana ad immagine del suo Signore “che volge l’ira in misericordia” (2 Mac 8,5).
E’ in quest’ottica che dobbiamo vivere il Giubileo straordinario della Misericordia.

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Metodi per recitare il Santo Rosario – S. Luigi da Monfort

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METODI SANTI PER RECITARE IL SANTO ROSARIO E ATTIRARE SU DI SÉ LA GRAZIA DEI MISTERI DELLA VITA, DELLA PASSIONE E DELLA GLORIA DI GESÙ E DI MARIA

(S. Luigi M. Grignion da Montfort)

PRIMO METODO

Vieni, Santo Spirito

Veni, Sancte Spiritus, reple tuorum corda fidelium et tui amoris in eis ignem accende.

V. Emitte Spiritum tuum et creabuntur.
R. Et renovabis faciem terrae.

Oremus

Deus, qui corda fidelium sancti Spiritus illustratione docuisti; da nobis in eodem Spiritu recta sapere; et de eius semper consolatione gaudere. Per Christum Dominum nostrum.

R. Amen.
Vieni Santo Spirito, riempi il cuore dei tuoi fedeli e accendi in essi il fuoco del tuo amore.

V. Manda il tuo spirito per una nuova creazione.
R. E rinnoverai la faccia della terra.

Preghiamo

O Signore, che hai istruito i cuori dei fedeli con la luce dello Spirito Santo, donaci di gustare nello stesso Spirito la verità e di godere sempre della sua consolazione. Per Cristo nostro Signore.

R. Amen.

Introduzione: offerta generale del Rosario:

Io mi unisco a tutti i santi che sono nel cielo, a tutti i giusti che sono sulla terra; mi unisco a te, Signore Gesù, per lodare degnamente la tua santa Madre e lodare te in lei e per mezzo di lei. Rinuncio a tutte le distrazioni che possono venirmi durante questo rosario. Vergine Santa, ti offriamo questo “Credo” per onorare la tua fede sulla terra e chiederti di renderci partecipi di questa tua stessa fede. Ti offriamo questo “Padre nostro”, o Signore, per adorarti nella tua Unità e riconoscere che tu sei il primo principio e il fine ultimo di ogni realtà. Trinità santissima, ti offriamo queste tre “Ave Maria” per ringraziarti di tutti i doni da te concessi a Maria e di quelli che hai elargito a noi per sua intercessione.

1 Padre nostro, 3 Ave Maria, Gloria al Padre…

OFFERTE PARTICOLARI PER OGNI DECINA
Misteri Gaudiosi

1a DECINA. Signore Gesù, ti offriamo questo primo mistero per onorare la tua Incarnazione. Ti chiediamo per questo mistero e per l’intercessione della tua santa Madre, una profonda umiltà di cuore.
– Padre nostro, 10 Ave Maria, Gloria al Padre… (O Gesù, perdona…)
– La grazia del mistero dell’Incarnazione discenda nella mia anima e la renda veramente umile.

2a DECINA. Signore Gesù, ti offriamo questo secondo mistero per onorare la visita della tua santa Madre alla sua parente santa Elisabetta. Ti chiediamo per questo mistero e per l’intercessione di Maria, un perfetto amore verso il nostro prossimo.
– Padre nostro, 10 Ave Maria, Gloria al Padre… (O Gesù, perdona…)
– La grazia del mistero della Visitazione discenda nella mia anima e la renda veramente piena d’amore.

3a DECINA. Signore Gesù, ti offriamo questo terzo mistero per onorare la tua santa Nascita. Ti chiediamo per questo mistero e per l’intercessione della tua santa Madre, il distacco dai beni del mondo, l’amore per la povertà e per i poveri.
– Padre nostro, 10 Ave Maria, Gloria al Padre… (O Gesù, perdona…)
– La grazia del mistero della Nascita di Gesù discenda nella mia anima e la renda evangelicamente povera.

4a DECINA. Signore Gesù, ti offriamo questo quarto mistero per onorare la tua Presentazione al tempio per le mani di Maria. Ti chiediamo per questo mistero e per l’intercessione della tua santa Madre, il dono della sapienza e la purezza dell’anima e del corpo.
– Padre nostro, 10 Ave Maria, Gloria al Padre… (O Gesù, perdona…)
– La grazia del mistero della Presentazione discenda nella mia anima e la renda veramente saggia e pura.

5a DECINA. Signore Gesù, ti offriamo questo quinto mistero per onorare il tuo Ritrovamento fra i dottori da parte di Maria che ti aveva smarrito. Ti chiediamo per questo mistero e per l’intercessione della tua santa Madre la conversione nostra e di quanti si trovano in stato di peccato, eresia, scisma e idolatria
– Padre nostro, 10 Ave Maria, Gloria al Padre… (O Gesù, perdona…)
– La grazia del mistero del Ritrovamento di Gesù al tempio discenda nella mia anima e la converta veramente.

Misteri Dolorosi

6a DECINA. Signore Gesù, ti offriamo questo sesto mistero per onorare la tua mortale Agonia nel giardino degli Ulivi. Ti chiediamo per questo mistero e per l’intercessione della tua santa Madre, un sincero pentimento dei nostri peccati e una piena adesione alla tua volontà.
– Padre nostro, 10 Ave Maria, Gloria al Padre… (O Gesù, perdona…)
– La grazia dell’Agonia di Gesù discenda nella mia anima e la renda veramente pentita e conforme alla volontà di Dio.

7a DECINA. Signore Gesù, ti offriamo questo settimo mistero per onorare la tua sanguinosa Flagellazione. Ti chiediamo per questo mistero e per l’intercessione della tua santa Madre, la perfetta vigilanza sui nostri sensi.
-Padre nostro, 10 Ave Maria, Gloria al Padre… (O Gesù, perdona…)
-La grazia della Flagellazione di Gesù discenda nella mia anima e la renda veramente vigilante.

8a DECINA. Signore Gesù, ti offriamo questo ottavo mistero per onorare la tua atroce Incoronazione di spine. Ti chiediamo per questo mistero e per l’intercessione della tua santa Madre, un grande distacco dallo spirito del mondo.
– Padre nostro, 10 Ave Maria, Gloria al Padre… (O Gesù, perdona…)
– La grazia del mistero dell’Incoronazione di spine di Gesù discenda nella mia anima e la renda veramente distaccata dallo spirito del mondo.

9a DECINA. Signore Gesù, ti offriamo questo nono mistero per onorare il tuo viaggio al Calvario sotto il peso della croce. Ti chiediamo per questo mistero e per l’intercessione della tua santa Madre, una grande costanza nel seguirti, portando la croce ogni giorno della nostra vita.
– Padre nostro, 10 Ave Maria, Gloria al Padre… (O Gesù, perdona…)
– La grazia del mistero di Gesù carico della croce discenda nella mia anima e la renda veramente costante nel portare la croce.

10a DECINA. Signore Gesù, ti offriamo questo decimo mistero per onorare la tua Crocifissione sul Calvario. Ti chiediamo per questo mistero e per l’intercessione della tua santa Madre, una viva avversione per il peccato, l’amore alla Croce e una morte santa per noi e per quanti agonizzano m questo momento.
– Padre nostro, 10 Ave Maria, Gloria al Padre… (O Gesù, perdona…)
– La grazia del mistero della Passione e Morte di Gesù Cristo discenda nella mia anima e la renda veramente santa.

Misteri Gloriosi

11a DECINA. Signore Gesù, ti offriamo questo undicesimo mistero per onorare la tua trionfale Risurrezione. Ti chiediamo per questo mistero e per l’intercessione della tua santa Madre, una fede viva.
– Padre nostro, 10 Ave Maria, Gloria al Padre… (O Gesù, perdona…)
– La grazia del mistero della Risurrezione discenda nella mia anima e la renda davvero credente.

12a DECINA. Signore Gesù, ti offriamo questo dodicesimo mistero per onorare la tua gloriosa Ascensione. Ti chiediamo per questo mistero e per l’intercessione della tua santa Madre, una ferma speranza e un vivo desiderio del paradiso.
– Padre nostro, 10 Ave Maria, Gloria al Padre… (O Gesù, perdona…)
– La grazia del mistero dell’Ascensione di Gesù Cristo discenda nella mia anima e la renda veramente degna del cielo.

13a DECINA. Spirito Santo, ti offriamo questo tredicesimo mistero per onorare la Pentecoste. Ti chiediamo per questo mistero e per l’intercessione della tua fedele Sposa Maria, la divina Sapienza per conoscere, gustare e vivere la verità e comunicarla agli altri.
– Padre nostro, 10 Ave Maria, Gloria al Padre… (O Gesù, perdona…)
– La grazia del mistero della Pentecoste discenda nella mia anima e la renda veramente sapiente secondo Dio.

14a DECINA. Signore Gesù, ti offriamo questo quattordicesimo mistero in onore dell’immacolata Concezione e dell’Assunzione in corpo ed anima della tua santa Madre in cielo. Ti chiediamo per questi misteri e per la sua intercessione, una vera devozione verso di lei per ben vivere e ben morire.
– Padre nostro, 10 Ave Maria, Gloria al Padre… (O Gesù, perdona…)
– La grazia dei misteri dell’immacolata Concezione e dell’Assunzione discenda nella mia anima e la renda veramente devota di Maria.

15a DECINA. Signore Gesù, ti offriamo questo quindicesimo e ultimo mistero in onore della gloriosa Incoronazione della tua santa Madre in cielo. Ti chiediamo per questo mistero e l’intercessione di lei, la perseveranza e il progresso nella virtù fino alla morte e la corona eterna per noi preparata. Ti chiediamo la stessa grazia per tutti i fedeli e per quanti ci hanno fatto del bene.
– Padre nostro, 10 Ave Maria, Gloria al Padre… (O Gesù, perdona…)

Preghiamo. Signore Gesù, per questi misteri della tua Vita, Passione, Morte e Gloria e per i meriti della tua santa Madre, ti preghiamo: converti i peccatori, aiuta i morenti, libera le anime del purgatorio. Concedi a tutti noi la tua grazia per ben vivere e ben morire, e la tua gloria per contemplare il tuo volto e amarti per l’eternità. Amen.

 

II. METODO PIÙ BREVE

Per celebrare la vita, la morte e la gloria di Cristo e di Maria nella recita del santo Rosario e per diminuire le distrazioni.

Ad ogni Ave Maria delle varie decine bisogna aggiungere una clausola che richiama il mistero celebrato. La clausola si aggiunge dopo la parola Gesù, a metà dell’Ave Maria.

1 a decina: …. e benedetto il frutto del tuo seno, Gesù Incarnato.
2a decina: … e benedetto il frutto del tuo seno, Gesù che santifica.
3a decina: … e benedetto il frutto del tuo seno, Gesù che nasce povero.
4a decina: … e benedetto il frutto del tuo seno, Gesù offerto per noi.
5 a decina: … e benedetto il frutto del tuo seno, Gesù, il Santo dei Santi.

6a decina: … e benedetto il frutto del tuo seno, Gesù agonizzante.
7a decina: … e benedetto il frutto del tuo seno, Gesù flagellato.
8a decina: … e benedetto il frutto del tuo seno, Gesù coronato di spine.
9a decina: … e benedetto il frutto del tuo seno, Gesù carico della croce.
10a decina: … e benedetto il frutto del tuo seno, Gesù crocifisso.

11 a decina: … e benedetto il frutto del tuo seno, Gesù risorto.
12a decina: … e benedetto il frutto del tuo seno, Gesù asceso al cielo.
13a decina: … e benedetto il frutto del tuo seno, Gesù che ti colma di Spirito Santo.
14a decina: … e benedetto il frutto del tuo seno, Gesù che ti libera dalla morte.
15 a decina: … e benedetto il frutto del tuo seno, Gesù che t’incorona di gloria.

Al termine della prima corona del rosario si dice: Le grazie dei misteri gaudiosi discendano nelle nostre anime e le rendano veramente sante. Alla fine della seconda corona: Le grazie dei misteri dolorosi discendano nelle nostre anime e le rendano veramente costanti nelle prove. E terminata la terza corona: Le grazie dei misteri gloriosi discendano nelle nostre anime e le rendano beate per l’eternità.

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Esempi di Gesù Bambino – S. Alfonso de Liguori

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di S. Alfonso Maria de Liguori

ESEMPIO I.

Si narra nel Prato Fiorito, cap. 40 [1], che una donna divota desiderava sapere quali anime fossero a Gesù più care; un giorno stando a sentire la Messa, nell’elevarsi la sacra ostia, vide Gesù bambino sull’altare ed insieme con lui tre verginelle. Gesù prese la prima e le fece molte carezze. Andò alla seconda, e toltole dalla faccia il velo, le diè una gran guanciata e voltò le spalle; ma tra poco vedendola rattristata, il Fanciullo con finezze d’affetto la consolò. Si accostò in fine alla terza, la prese quasi adirato per un braccio, la percosse e la cacciò da sé; ma la verginella quanto più vedevasi straziata e discacciata, tanto più si umiliava e gli andava appresso; e cosi finì la visione. Essendo poi rimasta quella divota con gran desiderio di sapere il significato di ciò, le apparve di nuovo Gesù e le disse ch’egli tiene in terra tre sorte d’anime che l’amano. Alcune l’amano, ma il loro amore è così debole, che se non sono accarezzate con gusti spirituali, s’inquietano e stanno in pericolo di voltargli le spalle: e di ciò era stata figura la prima verginella. Nella seconda poi le avea figurate quell’anime che l’amano con amore men debole, ma che han bisogno di essere da quando in quando consolate. La terza poi era figura di quell’anime più forti, che benché sempre desolate e prive di consolazioni spirituali, non lasciano di far quanto possono per compiacerlo; e queste disse ch’erano le anime a lui più dilette.

ESEMPIO II.

Riferisce il Padre Cagnolio (in Conc. Nativ.) appresso il P. Patrign. (Corona d’esempi ecc.) [2] che una religiosa dopo molti peccati giunse a questo eccesso: comunicatasi un giorno, si trasse dalla bocca la sacra particola, la pose in un fazzoletto e poi chiusasi in una cella buttò in terra il Sacramento e si pose a calpestarlo. Cala poi gli occhi e che vede? vede l’ostia cangiata in forma d’un vago bambino, ma tutto pesto e intriso di sangue che le disse: E che t’ho fatt’io che cosi mi maltratti? Allora la meschina ravveduta e pentita, piangendo si buttò genuflessa e gli disse: Ah mio Dio, mi dimandi che m’hai fatto? m’hai troppo amata. Sparì la visione ed ella in tutto mutata diventò un esempio di penitenza.

ESEMPIO III.

Nelle Cronache Cisterciensi (die 24 nov.) si porta che viaggiando nella notte di Natale un certo monaco del Brabante, nel passare per una selva sentì un gemito come di bambino di fresco nato; si accostò verso dove sentiva la voce, e vide un bel fanciullo in mezzo alla neve che tutto tremante di freddo piangeva. Mosso a compassione il religioso, intenerito smontò subito da cavallo, ed accostatosi al fanciullo, disse: O figliuolo mio, come ti trovi così abbandonato in questa neve a piangere e morire? Ed allora intese rispondersi: Ohimè, e come posso non piangere, mentre mi vedo così abbandonato da tutti, e vedo che niuno m’accoglie né ha compassione di me? E ciò detto disparve, dandoli4 ad intendere ch’egli era il Redentore che con tal visione volle rimproverare l’ingratitudine degli uomini, i quali, vedendolo nato in una grotta per loro amore, lo lasciano a piangere senza neppur compatirlo.

ESEMPIO IV.

Si narra dal Bollando (die 6 martii) che un giorno comparve Maria SS. alla B. Colletta mentre quella la pregava ad intercedere per li peccatori; e dandole a vedere come in un bacile il suo Figlio bambino lacerato e trinciato a pezzi, le disse: Figlia mia, compatisci me e ‘l mio Figlio; mira come lo trattano i peccatori

ESEMPIO V.

Narra il Pelbarto (Stellar. lib. 12, part. ult., c.7) che un certo soldato era pieno di vizi, ma aveva una moglie divota, la quale non avendolo potuto ridurre, almeno gli raccomandò a non lasciare di dire ogni giorno un’Ave Maria avanti a qualche immagine della Madonna. Un dì andando costui a peccare, passò per una chiesa, entrò a caso in quella e vedendo l’immagine della santa Vergine, genuflesso le disse l’Ave Maria; ed allora che vide? vide Gesù bambino in braccio a Maria tutto ferito, che mandava sangue. Allora disse: Oh Dio, chi barbaro ha così trattato quest’innocente Bambino? Voi siete, rispose Maria, peccatori, che trattate così il mio Figlio. Egli allora compunto la pregò ad ottenergli il perdono, chiamandola madre di misericordia; ed ella disse: Voi peccatori mi chiamate madre di misericordia, ma non lasciate di farmi madre di dolori e di miseria.
Ma il penitente non si perdé d’animo, seguitò a pregar Maria che intercedesse per lui. La B. Vergine si voltò al Figlio e gli domandò il perdono per quel peccatore. Il Figlio parea che ripugnasse; ma allora disse Maria: Figlio mio, non partirò da’ piedi tuoi, se non perdoni questo afflitto che a me si raccomanda. Allora disse Gesù: Madre mia, io non vi ho negato mai niente; desiderate voi il perdono per costui? sia perdonato; ed in segno del perdono ch’io gli do, voglio ch’esso venga a baciarmi queste ferite. Andò il peccatore, si accostò, e siccome baciava, si chiudevano le ferite. Indi partitosi dalla chiesa, cercò perdono alla moglie, e di comun consenso lasciarono ambedue il mondo e si fecero religiosi in due monasteri, dove con santo fine terminarono la vita.

ESEMPIO VI.

Si narra nella Vita del fratello Benedetto Lopez, che essendo costui applicato alla milizia stava coll’anima piena di peccati. Un giorno entrò in una chiesa nel Travancor, vide un’immagine di Maria con Gesù bambino. Il Signore gli pose avanti gli occhi la sua vita perduta. A tal vista quasi disperava del perdono; ma rivolto a Maria piangendo a lei si raccomandava: ed allora vide che il santo Bambino anche piangeva, e le sue lagrime cadevano sull’altare; tanto che se n’avvidero anche gli altri che corsero a raccoglierle in un pannolino. Benedetto dopo ciò, contrito lasciando il mondo, andò a farsi fratello coadiutore della Compagnia di Gesù, ed in quella visse e morì divotissimo della santa infanzia di Gesù Cristo.

adorazione dei pastori, lorenzo lotto

ESEMPIO VII.

Narra il P. Patrignani (Tom. IV, es. 11) che in Messina vi fu un nobile fanciullo chiamato Domenico Ansalone. Soleva questi visitare spesso in certa chiesa un’immagine di Maria, la quale teneva in braccio Gesù bambino di rilievo, che l’avea di sé tutto innamorato. Or Domenico venne a morte. Cercò a’ genitori con tanto desiderio che gli avessero fatto venire l’amato Bambino. Ne fu consolato, ond’egli tutto contento lo collocò nel suo letto. E sempre amorosamente rimiravalo, e da quando in quando or rivolto al Bambino gli dicea: Gesù mio, abbi pietà di me; or rivolto agli astanti: Mirate, dicea, mirate com’è bello questo mio Signorino! Nell’ultima notte di sua vita chiamò i genitori, e avanti di loro prima disse al santo Bambino: Gesù mio, io vi lascio mio erede; e poi pregò il padre e la madre che di certa piccola somma di danaro ch’egli tenea ne facessero celebrare nove Messe dopo la sua morte, e col resto facessero una bella vesticciuola al suo erede bambino. Prima di spirare poi, alzando gli occhi in alto con viso allegro, disse: Oh quanto è bello! oh quanto è bello il mio Signore! E così dicendo spirò.

ESEMPIO VIII.

Si narra nello Specchio degli esempi (Distinz. 8) d’un certo divoto giovinotto per nome Edmondo, inglese, che stando un giorno in campagna con altri fanciulli, egli ch’era amante dell’orazione e della solitudine, soletto si pose a passeggiare per un prato trattenendosi in affetti verso Gesù Cristo. Ecco gli apparve un vago bambino che lo salutò: Dio ti salvi, o Edmondo mio caro. E poi l’interrogò se sapea chi era? Rispose Edmondo che no. Ma che no – riprese a dire il celeste fanciullo – quando io vi sto sempre a fianco? Or se volete conoscermi, guardatemi in fronte. Guardò Edmondo e gli lesse in fronte le parole: Iesus Nazarenus Rex Iudaeorum. Ed allora gli soggiunse: Questo è il mio nome, e voglio che in memoria dell’amore che ti porto ogni notte ti segni la fronte con quello, ed esso ti libererà dalla morte improvvisa; come anche libererà ognuno che farà lo stesso. Edmondo seguitò a segnarsi sempre poi col nome di Gesù. Il demonio una volta l’afferrò le mani, acciocché non si segnasse, ma egli lo vinse coll’orazione, e poi lo costrinse a dire qual fosse l’arme di cui egli più temesse; rispose il demonio ch’erano quelle parole colle quali esso si segnava la fronte.

ESEMPIO IX.

Riferisce il P. Nadasi (Hebdom. 16 Pueri Iesu) che essendosi introdotta in un monastero la divozione di mandare attorno per le religiose l’immagine di Gesù bambino un giorno per ciascuna, una di quelle vergini a cui toccò la sua giornata, dopo lunga orazione venuta la notte prese l’immagine e la chiuse in un picciolo armario. Ma appena postasi a riposare sentì che ‘l santo Bambino picchiava all’uscio di quell’armario: levossi allora ella dal letto e collocata di nuovo l’immagine sull’altarino orò per molto altro tempo. Indi ritornò a chiuderlo; ma il Bambino ritornò a bussare. Di nuovo ella lo cacciò11 ed orò. Finalmente stanca dal sonno, presane la licenza, si ripose a letto e dormì sino al far del giorno, e svegliata benedisse quella notte passata in santa conversazione col suo Diletto.

ESEMPIO X.

Si riferisce nel Diario Domenicano a’ 7 d’ottobre che predicando S. Domenico in Roma, vi era una peccatrice chiamata Caterina la bella. Ricevé ella un rosario dalle mani del santo e cominciò a recitarlo; ma non lasciava la sua mala vita. Un giorno le apparve Gesù in forma prima di giovine, e poi si mutò in figura d’un grazioso bambino, ma con una corona di spine sulla testa e colla croce sulle spalle, e che mandava lagrime dagli occhi e sangue dal capo, e poi le disse: Basta; non più, Caterina; basta, lascia di più offendermi: vedi quanto mi sei costata, mentre io cominciai da bambino a patire per te, e non lasciai di patire fino alla morte. Caterina andò subito a trovar S. Domenico, si confessò da lui, e da lui ammaestrata dopo aver dispensato tutto quello che aveva a’ poveri ed essersi chiusa in una stretta cella murata, si ridusse a vita così fervorosa ed ebbe tali favori dal Signore, che il santo ne restò ammirato. Ed in fine visitata da Maria SS. ebbe una felicissima morte.

ESEMPIO XI.

La Ven. Suor Giovanna di Gesù e Maria francescana, mentre un giorno ella meditava Gesù bambino perseguitato da Erode, sentì un gran romore come di gente armata che inseguisse alcuno, e poi videsi innanzi un bellissimo fanciullo tutto affannato che fuggiva e che le disse: Giovanna mia, aiutami e salvami: io sono Gesù Nazareno, fuggo da’ peccatori che mi vogliono toglier la vita e mi perseguitano peggio di Erode; salvami tu (Ap. P. Genov. serv., Dol. di Maria).13

ESEMPIO XII.

Si narra nella Vita del P. Zucchi della Compagnia di Gesù, divotissimo di Gesù bambino, delle cui immagini egli servivasi per guadagnare molte anime a Dio, ch’egli un giorno donò un’immaginetta di queste ad una signorina, la quale per altro era di costumi innocentina, ma stava lontana dal pensiero di farsi religiosa. La donzella accettò il dono, ma poi sorridendo disse: Ma che ho io a fare di questo Bambino? Egli rispose: Niente più che porlo sulla spinetta15 che voi frequentate dilettavasi la dama molto del sonare -. Così ella fece, ed avendo sempre innanzi quel Bambino, spesso le toccò a mirarlo, e dal mirarlo cominciò a sentir qualche tocco di divozione, indi se le accese un desiderio d’esser migliore, in modo che la spinetta servivale poi più ad orare che a sonare. Finalmente si risolvé di lasciare il mondo e farsi religiosa. Allora tutta allegra andò a riferire al P. Zucchi che quel Bambino l’avea tirata al suo amore, e distaccandola dagli affetti della terra, l’avea renduta tutta sua. Si fe’ religiosa e si diede ad una vita di perfezione.

Fonte: estratti dal libro “Esempi di Gesù Bambino” di Sant’Alfonso Maria De’ Liguori

Link originario e testo integrale qui

Opera Omnia di Sant’ Alfonso Maria De’ Liguori qui.

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Corona di 12 Stelle di san Luigi da Montfort

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Tratto dal “Trattato della vera devozione n.225
di San Luigi Maria Grignon de Monfort

Padre Poirè s.j. (sec. XVIII) scrisse un famoso libro “La triplice corona della Madre di Dio”. Perchè triplice? Il Papa porta una corona triplice, per significare la pienezza della sua missione regale, spirituale e temporale nella veste del Vicario di Cristo in terra. Con maggior comprensione doveva ricevere Maria gli onori di tal Triregno, per onorare in Lei, Madre della Chiesa, le tre qualità principali nelle quali si riassumono le sue grandezze: dignità, potenza e bontà, con le quali si spiegano i suoi interventi materni nel mondo fra gli uomini. Ecco il diadema con cui il divoto Autore volle coronar la sua Regina e Madre. Il Montfort compose e diffuse questa coroncina che riassume, così, gli insegnamenti di tutta la Chiesa e dello stesso Poirè, completandola con una Preghiera che è un vero riassunto di tutta la sua dottrina mariana.

In nomine Patris, et Filii, et Spiritus Sancti. Amen

– Degnati di accettare le mie lodi, Vergine Santa;
– dammi la forza contro i tuoi nemici.

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I – Corona di Dignità

Per onorare la dignità della Maternità divina di Maria; la sua Verginità ineffabile, la sua Purezza senza macchia alcuna, tutte le sue Virtù.

Gloria Patri et Filio et Spiritui Santo, sicut erat in principio,
et nunc, et semper, et in saecula saeculorum. Amen

Pater Noster qui es in caelis: sanctificetur nomen tuum;
adveniat regnum tuum; fiat voluntas tua, sicut in caelo et in terra.
Panem nostrum quotidianum da nobis hodie; et dimitte nobis debita nostra,
sicut et nos dimittimus debitoribus nostris; et ne nos inducas in tentationem,
sed libera nos a malo. Amen.

1. Te felice Vergine Maria, che portasti nel Tuo seno il Creatore del mondo e, restando sempre vergine, generasti chi ti creò.
Ave Maria gratia plena, Dominus tecum; benedicta tu in mulieribus, et benedictus fructus ventris tui, Iesus. Sancta Maria, Mater Dei, ora pro nobis peccatoribus, nunc et in hora mortis nostrae. Amen.

– Rallegrati, o Vergine Maria;
– Mille volte rallegrati!

2. Santa ed Immacolata Verginità di Maria! Io non so con quali lodi onorarti degnamente, poiché Tu portasti nel tuo grembo Colui che i cieli stessi non possono contenere.
Ave Maria gratia plena, Dominus tecum; benedicta tu in mulieribus, et benedictus fructus ventris tui, Iesus. Sancta Maria, Mater Dei, ora pro nobis peccatoribus, nunc et in hora mortis nostrae. Amen.

– Rallegrati, o Vergine Maria;
– Mille volte rallegrati!

3. Tutta bella Tu sei, o Vergine Maria, nè alcuna macchia è in Te.
Ave Maria gratia plena, Dominus tecum; benedicta tu in mulieribus, et benedictus fructus ventris tui, Iesus. Sancta Maria, Mater Dei, ora pro nobis peccatoribus, nunc et in hora mortis nostrae. Amen.

– Rallegrati, o Vergine Maria;
– Mille volte rallegrati!

4. Le doti, o Vergine, con le quali Ti ha incoronata l’Altissimo, in Te son più che le stelle nel cielo.
Ave Maria gratia plena, Dominus tecum; benedicta tu in mulieribus, et benedictus fructus ventris tui, Iesus. Sancta Maria, Mater Dei, ora pro nobis peccatoribus, nunc et in hora mortis nostrae. Amen.

– Rallegrati, o Vergine Maria;
– Mille volte rallegrati!

287573_bc844II – Corona di potenza

Per onorare nella Vergine Santa la regale autorità del Divin Figlio, la munificenza, l’intercessione di Maria e la forza del Suo governo a chi a Lei ricorre.

Gloria Patri et Filio et Spiritui Santo… 
Pater Noster qui es in caelis…

5. Gloria a Te, o Regina dell’Universo. Degnati di condurci con Te ai gaudi del Cielo!
Ave Maria gratia plena, Dominus tecum; benedicta tu in mulieribus, et benedictus fructus ventris tui, Iesus. Sancta Maria, Mater Dei, ora pro nobis peccatoribus, nunc et in hora mortis nostrae. Amen.

– Rallegrati, o Vergine Maria;
– Mille volte rallegrati!

6. Gloria a Te, Tesoriera delle grazie del Signore! Fa parte anche a noi delle tue ricchezze.
Ave Maria gratia plena, Dominus tecum; benedicta tu in mulieribus, et benedictus fructus ventris tui, Iesus. Sancta Maria, Mater Dei, ora pro nobis peccatoribus, nunc et in hora mortis nostrae. Amen.

– Rallegrati, o Vergine Maria;
– Mille volte rallegrati!

7. Gloria a Te, Avvocata tra Dio e noi miseri peccatori. Rendi a noi propizio il giudizio dell’Onnipotente.
Ave Maria gratia plena, Dominus tecum; benedicta tu in mulieribus, et benedictus fructus ventris tui, Iesus. Sancta Maria, Mater Dei, ora pro nobis peccatoribus, nunc et in hora mortis nostrae. Amen.

– Rallegrati, o Vergine Maria;
– Mille volte rallegrati!

8. Gloria a Te, Debellatrice di ogni eresia e dei demoni. Sii per noi guida e maestra della retta via.
Ave Maria gratia plena, Dominus tecum; benedicta tu in mulieribus, et benedictus fructus ventris tui, Iesus. Sancta Maria, Mater Dei, ora pro nobis peccatoribus, nunc et in hora mortis nostrae. Amen.

– Rallegrati, o Vergine Maria;
– Mille volte rallegrati!

287573_bc844III – Corona di Bontà

Per onorare ed invocare la misericordia di Maria verso noi miseri peccatori, e per la conversione di tutti i peccatori, bontà verso i diseredati, verso i perseguitati, verso i bisognosi, misericordia per i moribondi.

Gloria Patri et Filio et Spiritui Santo….
Pater Noster qui es in caelis….

9. Gloria a Te, Rifugio dei peccatori! Intercedi per noi presso il Signore, specialmente per le cause impossibili.
Ave Maria gratia plena, Dominus tecum; benedicta tu in mulieribus, et benedictus fructus ventris tui, Iesus. Sancta Maria, Mater Dei, ora pro nobis peccatoribus, nunc et in hora mortis nostrae. Amen.

– Rallegrati, o Vergine Maria;
– Mille volte rallegrati!

10. Gloria a Te, Madre degli orfani, consolatrice di ogni lutto e vedovanza! Rendici proprizio il Padre Nostro che è nei Cieli.
Ave Maria gratia plena, Dominus tecum; benedicta tu in mulieribus, et benedictus fructus ventris tui, Iesus. Sancta Maria, Mater Dei, ora pro nobis peccatoribus, nunc et in hora mortis nostrae. Amen.

– Rallegrati, o Vergine Maria;
– Mille volte rallegrati!

11. Gloria a Te, Letizia dei giusti e dei perseguitati! Rendici propizia la giustizia Divina per il gaudio eterno.
Ave Maria gratia plena, Dominus tecum; benedicta tu in mulieribus, et benedictus fructus ventris tui, Iesus. Sancta Maria, Mater Dei, ora pro nobis peccatoribus, nunc et in hora mortis nostrae. Amen.

– Rallegrati, o Vergine Maria;
– Mille volte rallegrati!

12. Gloria a Te, in vita ed in morte o Ausiliatrice sempre presente delle cause nostre! Portaci con Te in Paradiso, e fa che i nostri nemici restino confusi e riconoscano la potenza del nostro Dio.
Ave Maria gratia plena, Dominus tecum; benedicta tu in mulieribus, et benedictus fructus ventris tui, Iesus. Sancta Maria, Mater Dei, ora pro nobis peccatoribus, nunc et in hora mortis nostrae. Amen.

– Rallegrati, o Vergine Maria;
– Mille volte rallegrati!

Gloria Patri et Filio et Spiritui Santo….

Preghiamo
Ave o Maria, Figlia di Dio Padre; Ave o Maria, Madre di Dio Figlio; Ave o Maria, Sposa dello Spirito Santo; Ave o Maria, Tempio glorioso della Santissima Trinità.
Ave o Maria, ripeto dal profondo del cuore, Signora mia, tesoro mio, bellezza mia, Regina del mio povero cuore, Madre amatissima, vita e dolcezza, speranza mia carissima: Totus tuus ego sum, et omnia mea tua sunt. […] Accipio te in mea omnia, praebe mihi cor tuum, o Maria… Sono tutto tuo, e tutto ciò che è mio è tuo. […] Ti accolgo in tutto me stesso, offrimi il cuore tuo, Maria.
Sia dunque in me l’anima Tua per magnificare il Signore; sia in me il Tuo spirito per rallegrarsi in Dio, mio Salvatore.
Poniiti, o Vergine fedele, qual sigillo sopra il cuore mio, affinché in Te e per te io sia trovato fedele a Dio, Divin Giudice dell’anima mia.
Degnati ammettermi, per Tua bontà, fra coloro che Tu ami, istruisci, dirigi, nutri, proteggi e correggi qual figli Tuoi; e fa che, disprezzando per amor Tuo ogni bene terreno, aspiri incessantemente ai beni celesti, sino a che per mezzo dello Spirito Santo, fedelissimo Sposo del purissimo corpo ed anima Tua, sia formato in me Gesù Cristo Figliuolo Tuo amatissimo, alla gloria del Divin Padre, per l’eternità.
Così sia.

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