Ascensione 2014

Bibbiena_Ascensione

Dal Vangelo secondo Matteo (28,16-20)

In quel tempo, gli undici discepoli andarono in Galilea, sul monte che Gesù aveva loro indicato.
Quando lo videro, si prostrarono. Essi però dubitarono. Gesù si avvicinò e disse loro: «A me è stato dato ogni potere in cielo e sulla terra. Andate dunque e fate discepoli tutti i popoli, battezzandoli nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo, insegnando loro a osservare tutto ciò che vi ho comandato. Ed ecco, io sono con voi tutti i giorni, fino alla fine del mondo».

Gesù innalzato al di sopra di noi, prima sulla croce poi nella gloria, attira ogni uomo a sé per farlo partecipe del suo trionfo sulla morte.

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SAPIENZA DEL CUORE

Illumini gli occhi del vostro cuore
per farvi comprendere a quale speranza vi ha chiamati
(Ef 1,18)

La spinta interiore del cuore dell’uomo
porta a guardare alle cose grandi,
più grandi delle proprie capacità
spesso auto esaltate e senza ragioni.

L’eredità ricevuta da Adamo è il desiderio
del bene senza compimento: progetto
al meglio la riuscita della vita
ma, ahimè, non conosco la fine.

L’immortalità originale mi fa ancora
pensare che io non sono stato fatto solo
per gli otto giorni di una vita fugace
ma per una vita piena oltre il tempo.

Vorrei volare in alto, superare me stesso
e provare l’ebbrezza dell’infinito,
invece mi stringono i legami della terra
che mi oscurano la speranza.

Lavoro? Pane quotidiano di fatica!
Futuro? Non mi appartiene!
Serenità e pace, solo annunci di bene
perché avversato da tutto e in solitudine.

Dove sta la sapienza, quella vera,
che tesse ogni giorno trame di bene
al di sopra delle contingenze umane
senza esaurirsi nel vuoto?

Cielo, cielo al di sopra di me, piccolo uomo
coperto da tante e amare delusioni.
Ho bisogno di una nuova realtà da innestare
nel mio nulla per trasformarlo nel tutto.

È nato l’uomo vero, quello per la vita,
è venuto il buon pastore che mi conosce
e mi porta per nuovi pascoli che fanno
riposare nella pace l’anima affaticata.

Me lo annuncia il fratello che l’ha conosciuto,
me lo testimonia chi ne ha fatto esperienza:
Cristo ha superato il muro della morte
e mi attende nella casa dell’amore.

Dal cielo aperto sopra di me scendono
luci di stelle e parole d’incanto:
crocifisso e risorto, divenuto spirito
mi avvolge della sua umana eternità.

I quanti? giorni rimasti di soffio
servono solo per plasmare il nuovo
essere che mi viene offerto in dono
e abituarlo a vivere in modo celestiale.

Amare è possibile con Lui innestato nell’anima;
la giustizia è la misericordia infinita,
il futuro è la viva speranza di eternità
e l’uomo ritorna vero perché vivo per sempre.

Gesù è il tesoro nascosto di gloria, l’eredità
riservata fra i santi, il cielo sulla terra
impiantato nel cuore del credente
che si è rivestito della sapienza divinizzante.

Gesù è solo da conoscere profondamente
per gustare gli anticipi del cielo;
è incontrarlo e fare esperienza della sua
forza dirompente perché abbatte la morte.

La vita ritorna ad essere buona notizia
da portare ad ogni uomo in ansia di salvezza,
per vivere radicati nel mondo e protesi
verso il cielo che ritorna a baciare ogni creatura.

Qumran.net Padre Benedetto 5, vi, 2011

Immagine: Giovanni Maria Galli detto il Bibbiena (1625-1665), Ascensione di Cristo. Certosa di Bologna, Chiesa di san Girolamo.

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